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FORCELLA AMMORTIZZATA: SCOPRIAMO L’UTILITA’

Fonte: bikeitalia.it

 

Prima di entrare nel merito della faccenda, è necessario fermarsi e chiarire cosa sono le sospensioni.

Si tratta di un componente meccanico formato da più parti che permette di mantenere costantemente la ruota a terra, affinché non perda aderenza. Il compito della sospensione è dunque quello di assorbire le asperità positive (dossi, radice, rocce) e negative (buche, avvallamenti) del terreno, facendo in modo che la ruota non perda mai il contatto, cosa fondamentale nel fuoristrada.

In termine tecnico tutto quello che è a monte della sospensione, cioè tutti i componenti della bici che “poggiano” sull’ammortizzatore, viene definito massa sospesa, mentre ciò che si trova a valle è indicato come massa non sospesa.

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Le sospensioni delle e-bike sono generalmente maggiorate e tarate con assetti più rigidi per compensare l’aumento delle masse in movimento.

Le bici elettriche possono essere hardtrail (o front suspended) se dotate soltanto di forcella anteriore ammortizzata oppure bioammortizzate (o full suspended) se oltre alla forcella prevedono anche un ammortizzatore posteriore.

DUE TIPI DI SOSPENSIONI

Forcella anteriore ammortizzata: è formata da due steli in acciaio, che possono scorrere all’interno di due foderi. Gli steli si comprimeranno o si estenderanno in base al tipo di ostacolo impattato.

Il funzionamento del sistema è consentito dall’elemento presente all’interno del fodero, che può essere una molla o dell’aria inserita con una pompa manuale. Questo elemento è comprimibile e permette di sostenere il peso del biker.

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Ovviamente il lavoro della sospensione è ciclico, cioè ad ogni compressione segue un’estensione, che viene rallentata e gestita attraverso un meccanismo interno, denominato idraulica.

Alla forcella ammortizzata è demandato il compito di mantenere costantemente a terra la ruota anteriore ed è molto importante che ciò avvenga, poiché nella guida in fuoristrada e soprattutto in discesa è proprio la ruota anteriore a tenerci in piedi, per via dell’aderenza generata tra terreno e copertone;

Ammortizzatore posteriore: denominato shock, è una specie di pistone dove un unico stelo può comprimersi ed estendersi all’interno di un corpo esterno. A differenza della forcella anteriore, lo shock non è montato direttamente sulla ruota, bensì è solidale al telaio (di solito posizionato sul tubo piantone).

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Da questo punto si dipartono i foderi del carro posteriore, che collegano il mozzo ruota al resto del telaio. Questi foderi sono dotati di snodi e hanno la funzione di veri e propri leveraggi che moltiplicano la corsa dello shock.

Infatti, se un ammortizzatore posteriore ha una corsa di 50mm, la ruota potrà muoversi di 130mm poiché, per effetto dei leveraggi il raggio d’azione è ampliato.

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